mercoledì 24 settembre 2008

sometimes dreams are harder than life...

...giorni di nervosismo totale...giorni di irrequietezza...di instabilità emotiva...momenti di risate isteriche...di folli urla silenziose...istanti di lacrime che pizzicano agli angoli degli occhi...e tu che dici loro: fermatevi, non è il momento...non è mai il momento per le lacrime...poi chiudi gli occhi e tutto passa...hai voglia di spostare le lancette indietro di non so quanto...e piombare nel passato...essere il protagonista di un film che guarda un pò com'è strano somiglia alla storia della tua vita...oppure schioccare le dita e ritrovarsi nel domani...essere uno spettatore alla prima di un film che sta aspettando di vedere da tanto...seduto su una poltrona scomoda di un cinema invisibile...sgranocchiando pop corn stantii venduti da un uomo immaginario...e poi piangere asciugando le lacrime su un finto fazzoletto...o ridere a crepapelle per una battuta inesistente...è questo ciò che ritrovo nei miei pensieri...cerco di trasformarli in sogni per vedere come sono sul serio ma non ci riesco...poi alzarsi al mattino e vivere la vita...è un pò come recitare lo stesso copione...i soliti movimenti...le solite combinazioni di frasi...le stesse parole...non è un pò ridicolo tutto questo...?voglio dire...quando siamo nati sapevamo di dover rifare le stesse cose e le stesse azioni, pronunciare le stesse parole per tutta la vita...?


sono sicura di una cosa però...la gente ti salva...ogni volta ti ripesca dal fondo dell'oceano dov'eri sprofondato...e ti dice: stai attento, non farlo mai più, potresti farti male...e ti sorride...stranamente ti sorride invece di rimproverarti...perchè sai che di solito è quello che si dovrebbe fare...e tu rimani attonito sulla sponda del mare, ancora zuppo e infreddolito, e la vedi andare via...e la vedi ricomparire quando hai deciso di fare di nuovo un tuffo, solo uno, piccolo...e invece c'è di nuovo la gente che ti dice: non è meglio fare una passeggiata? e tu acconsenti...perchè non ne puoi fare a meno...non puoi fare a meno della presenza della gente...detto così appare impersonale...la gente che va e viene...molti rimangono tali, gente appunto...altri diventano qualcosa in più...ti si attaccano alle pareti del tuo cuore, scavando dei piccoli buchi per rannicchiarsi lì e farti compagnia...e ti creano strane sensazioni...gioia, felicità...uno strano sentimento...come si chiama? ah si...amicizia...e poi c'è quell'altro...quello indescrivibile...quello talmente grande che ti chiedi come faccia a rimanere chiuso lì dentro di te...che ti allarga il cuore...ti riempie l'anima...da qualche parte lo chiamano amore, credo...è un bel nome...è bello da pronunciare...ma è assolutamente superlativo provarlo...

...Og ég fæ blóðnasir En ég stend alltaf upp...


(...And I get nosebleed but I always get up...)

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